sabato 12 novembre 2011

Naufrago


Sentite, so benissimo che iniziare un blog con questo concentrato di depressione degno dei Cure al massimo della forma non è il massimo, ma in qualche modo devo pur iniziare.
Che dire, è da quando sono tornato dal mese che ho passato in Ungheria quest'estate che sto vivendo un periodo così di merda che mi toglie la voglia di dire "ho toccato il fondo", perché ho veramente paura di cosa potrebbe smentire questa mia ipotetica affermazione, specie di questi tempi. 
Che dire, al mio ritorno ho scoperto che mia nonna era morta la notte stessa in cui sono partito per Debrecen (capisco la decisione della mia famiglia di non avermelo detto prima, mi avrebbe in effetti rovinato il soggiorno). 
Un po' di tempo dopo, allegria, sono finito a fare il terzo incomodo con quella che mi piaceva da un anno e mezzo abbondante e un altro tizio. Si sono messi assieme un paio di mesi dopo. 
Pur trattandosi di una micidiale congiunzione astrale, posso dire che sono cose che succedono e che tutto sommato chiunque di voi lettori può affermare che una di queste cose gli sia successa, o che perlomeno conosca qualcuno cui è successo. 
Ma quello di cui parlerò adesso è surreale. Talmente surreale che ogni volta che cerco di spiegarlo nessuno mi crede, o perlomeno ci metto un po' perché mi credano. Roba da romanzo di Stephen King.
Ha a che fare con l'università. Ho la media del 28 e tutto sommato le lezioni sono di mio gradimento, russo a parte, dato che l'organizzazione del corso mi ha insegnato che non sono solo gli italiani ad essere incredibilmente caotici. "Sticazzi, russo a parte, che non mi sembra sta gran cosa, che hai da lamentarti?" direte voi. "Mo vi spiego, e cercate di credermi", vi rispondo io.
Dopo un anno di frequentazione della facoltà di lingue e letterature straniere dell'Università di Udine, posso affermare con assoluta certezza che gli studenti del mio anno con i quali posso parlare per oltre 3 minuti senza che mostrino disprezzo, paura o che ne so nei miei confronti sono in tutto tre. Tre. Dopo un anno. Dai, sarò generoso e dirò 4, ma non cambia troppo. Se ancora non trovate che ciò sia surreale, lasciatemi andare nei dettagli.
In un mese passato in Ungheria ho conosciuto perlomeno 4-5 persone con cui mi sento tuttora, più altre con cui per motivi anche miei (in caso non sapeste, sono parecchio timido e sono sempre terrorizzato dal non sapere come comportarmi con le persone che non conosco troppo bene) non sono riuscito ad approfondire come avrei voluto/dovuto. 
Cioè, in un mese in all'estero, a 845 km da casa, in mezzo a gente da tutto il mondo, ho non dico fatto le amicizie, ma perlomeno stretto le relazioni che ho stretto in un anno di università, e anche qualcosina in più. Fin qua è ancora tutto piuttosto plausibile? Diciamo di sì. Ma non finisce qui, nossignore.
Prendiamo un corso a caso: russo (ungherese e filologia ugrofinnica non valgono, visto che siamo rispettivamente in 3 e 4). C'è una persona con cui riesco a parlare eccetera eccetera, più 6 o 7 che mi salutano quando mi vedono e più o meno finita lì. E saremo almeno 30. Già è difficile credere che dopo un anno che frequento quel cazzo di corso ci siano 23-24 persone che fanno finta di non accorgersi che esisto e visto che riesco a guardarmi allo specchio (per quanto non sia una bella vista) direi che non sono invisibile. Ma fin qua è ancora credibile, più di qualcuno di voi non ha avuto vita facile a scuola/università, o perlomeno avrete visto Daria un paio di volte. Sappiate comunque che mica ho finito qui.
Gente che un giorno mi saluta, si mette a parlare con me, nonostante il mio atteggiamento non possa non far pensare a Edward Mani Di Forbice tutto bene, e una settimana dopo fa finta di non conoscermi: io questo giuro che non l'avevo mai visto in vita mia, e ho passato 3 anni di medie e 3 di superiori a prendere pesci in faccia per ogni motivo possibile e immaginabile, e in ogni modo possibile e immaginabile. 
Perlomeno lì se stavi sul cazzo a qualcuno te lo dicevano in faccia e sapevi perché. Qua no, sembra quasi che ci sia qualcuno che sparli di me e di conseguenza si diffonda l'idea che parlare/farsi vedere in giro con me non sia una buona idea. 
Io questa cosa non so davvero come spiegarla, e penso che anche se ci provassi è talmente nonsense che l'unico risultato che otterrei sarebbe la mia reclusione in una clinica psichiatra o, se preferite, manicomio.
Qual è il risultato di tutto questo su di me? Mi annoio a morte e provo una sensazione mista di nausea, claustrofobia, panico, angoscia, disperazione e confusione ogni volta che entro in aula (escludendo le lezioni che hanno a che fare con l'ungherese, visto che essendo 4 gatti spelacchiati ci conosciamo tutti).
Insomma, io entro in classe, mi tuffo in questo maelström di terrore, finisco la lezione e nessuno mi ha rivolto la parola o ha dato di segno di riconoscere la mia esistenza. 
Risciacquate e ripetete per una settimana e avrete una miscela esplosiva di noia e solitudine, anche perché con gli amici al di fuori dell'università sono fortunato se riesco a vedermi una volta a settimana.
E poi uno deve aver fiducia nell'umanità e nella vita. Vabbè, è l'una e penso che andrò a nanna. Non prima di aver controllato di essere su un altro pianeta o qualcosa del genere.

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