Se stai leggendo questo post e mi conosci, probabilmente sai già che a me i Queen non sono mai andati giù, e magari hai già cercato più di una volta di porre fine alle eresie che mitraglio a 1000 all'ora attraverso l'uso di (a scelta) lanciafiamme, mitra, accetta, bomba atomica o Giuliano Ferrara. Bene, voglio definitivamente chiarire perché non sono mai riuscito, non riesco e mai riuscirò a farmi piacere i Queen. Per non parlarne mai più in vita mia. Il che significa che non appena qualcuno mi dirà MA KM FANNO A NN PYACERTI I QUIIN gli farò leggere questo post con calma e attenzione, a meno che non sia in preda ad un attacco di rosik ossessivo-compulsivo che gli impedisce di ascoltare le mie opinioni e discuterne civilmente. E in tal caso cazzi suoi.
Bene, da dove iniziamo?
Partiamo dai fatti oggettivi e assodati contestualizzando il gruppo in questione. I nostri nascono in quel di Londra nel 1971: il dove e il quando fanno già capire l'ambiente musicale nei quali nascono, ove dominano il progressive rock (è l'anno di Pawn Hearts dei Van Der Graaf Generator, Nursery Cryme dei Genesis, Yes Album e Fragile degli Yes, In The Land Of Grey And Pink dei Caravan e Acquiring The Taste dei Gentle Giant) e l'hard rock (il quarto dei Led Zeppelin, Fireball dei Deep Purple, Masters Of Reality dei Black Sabbath e Look At Yourself degli Uriah Heep vedono la luce proprio nel 1971). Si afferma anche il glam rock dei T Rex di Electric Warrior e del David Bowie di Hunky Dory, destinato ad essere ripreso in considerazione con maggiore attenzione dall'avvento del punk in poi, assieme a Lou Reed, con e senza i Velvet Underground. Spostandoci su territori più “trasversali”, è anche l’anno di grandi dischi quali Meddle dei Pink Floyd, Aqualung dei Jethro Tull, Who's Next degli Who e Sticky Fingers dei Rolling Stones, nonché del folk pastorale e intimista del Roy Harper di Stormcock. Ora avete un'idea di che aria tirasse nell'Inghilterra del 1971: insomma, abbiamo inquadrato il contesto storico.
Proviamo allora ad inquadrare musicalmente il gruppo nella sua prima fase (più o meno fino a Day At The Races compreso). Sarà mica che ci imbatteremo in un impianto di base imperniato sull'hard rock, condito dalla pomposità strumentale del progressive rock e dalla "scenicità" (passatemi il termine orribile) e dai lustrini del glam? Ma dai! Se non volete credermi, provate ad ascoltarvi Led Zeppelin, Bowie e Yes e trovatemi le somiglianze; magari fate anche un bel mashup, non si sa mai che vi venga fuori nota per nota un pezzo dei Queen. Se poi volete veramente osare, buttate giù un cicchino ogni volta che ne riscontrate una, così magari andate in coma etilico e vi precludete ogni possibilità di rosicare.
Ora che ho messo in chiaro cose verificabili da chiunque non abbia 3 chili di Rovagnati sulle orecchie, passo alle considerazioni personali. Già uno che vede cosa gira nel ghetto e prende quello che gli piace per costruirsi un suo "stile" non mi va proprio a genio: si chiama vincere battaglie combattute da altri, altri che l'hanno fatto (e proprio per questo mi stanno sul cazzo), anche se in contesti totalmente diversi, sono i Nirvana (riascoltatevi i Pixies, i Sonic Youth e gli Hüsker Dü, che fan bene).
Il peggio è che i Queen lo fanno veramente con la paura di prendersi troppi rischi. Sul versante hard rock prendiamo i Led Zeppelin: i Black Sabbath sono troppo estremi, i Deep Purple troppo votati all'improvvisazione, gli Uriah Heep sono martoriati dal 90% della critica. Sul fronte prog prendiamo quel misto superficialissimo e alla buona di Yes e Genesis, con le armonie vocali dei primi (che i Queen sapranno portare ad un livello di fastidio veramente inedito, almeno per le qui presenti orecchie) e la teatralità dei secondi, tralasciando completamente tutte le altre piccole e grandi cose che li hanno resi tra i migliori non solo del prog. Ma il vero scandalo è il trattamento riservato al glam, che nelle intenzioni e nei risultati di David Bowie, dei T Rex e se vogliamo anche dei Roxy Music è sì teatrale, ma strumentalmente molto semplice e disadorno, senza l'ampollosità del prog e dell'hard rock allora imperanti (ora capite come mai il giovane Robert Smith era preso per il culo dai suoi compagni di scuola perché ascoltava Bowie, poi riscoperto da centinaia di migliaia di giovani musicisti, su tutti Ian Curtis?). Questi hanno frainteso il glam come peggio non potevano: qua di disadorno non c'è davvero un cazzo. O per meglio dire, è musica semplice che sembra complessa, il contrario dei Beatles o degli Who: ci sono tutti gli ingredienti per un pacchiano e rutilante pasticcio dal retrogusto decisamente posticcio e artificioso.
Poi verranno gli inni da stadio del 1977-80 (non serve nemmeno che li nomini), ovvero quando il rocker sbraca. E salta lo squalo.
A seguire le contaminazioni di synth pop del periodo 1980-84 (ma io non ho ancora capito perché in quel periodo erano tutti convinti di essere i Depeche Mode) e il "ritorno al rock" degli ultimi dischi (l'espressione "ritorno alle origini" inserita nella discografia di un gruppo deve sempre farvi subodorare il marcio: vuol dire che han finito le idee loro e quelle degli altri, e iniziano a riciclare le vecchie oramai che sono bell’e bolliti, SVEGLIA!).
Il succo succoso è: per quanto io non regga nemmeno i primi dischi, devo ammettere che non sono malvagi e un paio di idee carine ci sono. Ma la roba dal 1977 in poi è un'esorbitante sequela di vaccate che la gente considera geniali e innovative. Sul perché tornerò più tardi.
Passiamo adesso ad analizzare (nel caso di Mercury, battuta non voluta) i singoli componenti del gruppo, cosa semplice visto che la formazione è stata sempre quella.
Freddie Mercury: ciccio, ho capito che hai un'estensione sopra la media, ho capito che sei bravo, ho capito che ti piace registrarti mentre qualcun'altro (Rob Halford?) te lo sbatte nel culo di modo da far vedere a tutti che così guadagni un'ottava extra, però ogni tanto cercare di fare qualcosa di un po' più terra terra non guasta mica. Ecco spiegato perché, come cantante, preferisco 1000 volte Joe Strummer, per dirne uno. Che, diciamocelo, non sapeva cantare. Il fatto è che la voce sgraziata, ruvida e monocorde di Strummer non la cambieresti con nessun altra proprio perché è funzionale al pezzo. Nel caso dei Queen, invece, sembra spesso che i pezzi siano delle scuse per mettere in mostra i virtuosismi vocali di Mercury: io questo non me lo spiego altrimenti. E se proprio vogliamo andare a cercare qualcuno che canta bene per fare un paragone, beh, le armonie vocali dei CSNY erano ben altra cosa, possedevano quella cosa chiamata misura.
Brian May: adesso qualcuno venga da me e mi dica cos'ha detto di nuovo che non avesse già detto Jimmy Page. Fatevi avanti, sono davvero curioso di saperlo.
John Deacon: bassista senza infamia e senza lode. Non ha mai detto niente né a me né a chiunque altro.
Roger Taylor: ma io ero convinto che fosse Joey Jordison il batterista più sopravvalutato di sempre. Tutti lo osannano, ma perché? Tecnicamente non è davvero nulla di che, ma non è necessariamente questo a renderti un grande batterista. Prendete la povera Maureen Tucker, tutti la prendono ad esempio come peggiore batterista della storia, ma vi immaginate i primi 3 dei Velvet Underground senza di lei? Avessero chiesto a Ian Paice o Bill Ward di sostituire Taylor in un disco senza dire niente a nessuno, nessuno se ne sarebbe accorto. Insomma, vale lo stesso che ho detto per Deacon: anonimo.
Bene, abbiamo finito il discorso puramente musicale. Direi quindi che possiamo passare all'hype spaventoso che, almeno in Italia, circonda i Queen.
In molti fanno risalire le cause allo scalpore mediatico suscitato dalla morte di AIDS del cantante nel 1991. Il che è tutto sommato normale. Solo che, mentre normalmente la gente va avanti, qui in Italia poco ci manca che fondino il culto di Freddie Mercury. Va anche tenuto conto che, mediamente, quando un italiano dichiara di essere appassionato di musica, generalmente i gruppi formatisi dal 1976 in poi estranei al metal più classico proprio non li caga, per cui si ritrova a idolatrare sempre la stessa gente, concedendosi come massimo di novità l’ultima uscita di qualcuno giunto perlomeno al 35-40mo anno di attività. E vogliamo parlare del fatto che coloro che erano vivi e consapevoli all’epoca della morte di Mercury tramandano il mito alle nuove generazioni, come se si trattasse di un vero e proprio culto religioso?
E qua dovrei parlare dei fan dei Queen, che spesso raggiungono gli stessi livelli di ottuso fanatismo talebano di quelli del Vasco nazionale. È spesso gente senza una grandissima cultura musicale, e che al più va dietro agli stessi 10-15 gruppi ipercelebrati che ormai conoscono pure i sassi. Tuttavia, dall’alto della loro conoscenza di questi artisti, questi sono davvero convinti di aver capito tutto della musica: se non ti piacciono i Queen non capisci niente di musica, oppure sei un hipster scaruffoide che ascolta solo rumore e astruserie. Touché.
Lascio come postilla un’importante specificazione: questo post non ha intenti offensivi. È bensì una provocazione: se ti senti offeso da quanto ho detto finora, prova a chiederti se non ti stai prendendo troppo sul serio, e se non sia il caso di provare ad ampliare i tuoi orizzonti, non solo musicali. Potrebbe cambiarti la vita in meglio, dico sul serio. Io non penso che ci siano persone stupide o intelligenti, penso che ci siano solo persone che si soffermano sulle cose e persone che non lo fanno: soffermati due secondi di più sulle opinioni altrui, raccogli la provocazione e ripensati. Non è davvero niente di speciale, ma può anche farti passare per una persona intelligente, istruita e dalla mente aperta.
Scusate se vi ho tediati con la mia logorrea, e grazie per l’attenzione
Bene, da dove iniziamo?
Partiamo dai fatti oggettivi e assodati contestualizzando il gruppo in questione. I nostri nascono in quel di Londra nel 1971: il dove e il quando fanno già capire l'ambiente musicale nei quali nascono, ove dominano il progressive rock (è l'anno di Pawn Hearts dei Van Der Graaf Generator, Nursery Cryme dei Genesis, Yes Album e Fragile degli Yes, In The Land Of Grey And Pink dei Caravan e Acquiring The Taste dei Gentle Giant) e l'hard rock (il quarto dei Led Zeppelin, Fireball dei Deep Purple, Masters Of Reality dei Black Sabbath e Look At Yourself degli Uriah Heep vedono la luce proprio nel 1971). Si afferma anche il glam rock dei T Rex di Electric Warrior e del David Bowie di Hunky Dory, destinato ad essere ripreso in considerazione con maggiore attenzione dall'avvento del punk in poi, assieme a Lou Reed, con e senza i Velvet Underground. Spostandoci su territori più “trasversali”, è anche l’anno di grandi dischi quali Meddle dei Pink Floyd, Aqualung dei Jethro Tull, Who's Next degli Who e Sticky Fingers dei Rolling Stones, nonché del folk pastorale e intimista del Roy Harper di Stormcock. Ora avete un'idea di che aria tirasse nell'Inghilterra del 1971: insomma, abbiamo inquadrato il contesto storico.
Proviamo allora ad inquadrare musicalmente il gruppo nella sua prima fase (più o meno fino a Day At The Races compreso). Sarà mica che ci imbatteremo in un impianto di base imperniato sull'hard rock, condito dalla pomposità strumentale del progressive rock e dalla "scenicità" (passatemi il termine orribile) e dai lustrini del glam? Ma dai! Se non volete credermi, provate ad ascoltarvi Led Zeppelin, Bowie e Yes e trovatemi le somiglianze; magari fate anche un bel mashup, non si sa mai che vi venga fuori nota per nota un pezzo dei Queen. Se poi volete veramente osare, buttate giù un cicchino ogni volta che ne riscontrate una, così magari andate in coma etilico e vi precludete ogni possibilità di rosicare.
Ora che ho messo in chiaro cose verificabili da chiunque non abbia 3 chili di Rovagnati sulle orecchie, passo alle considerazioni personali. Già uno che vede cosa gira nel ghetto e prende quello che gli piace per costruirsi un suo "stile" non mi va proprio a genio: si chiama vincere battaglie combattute da altri, altri che l'hanno fatto (e proprio per questo mi stanno sul cazzo), anche se in contesti totalmente diversi, sono i Nirvana (riascoltatevi i Pixies, i Sonic Youth e gli Hüsker Dü, che fan bene).
Il peggio è che i Queen lo fanno veramente con la paura di prendersi troppi rischi. Sul versante hard rock prendiamo i Led Zeppelin: i Black Sabbath sono troppo estremi, i Deep Purple troppo votati all'improvvisazione, gli Uriah Heep sono martoriati dal 90% della critica. Sul fronte prog prendiamo quel misto superficialissimo e alla buona di Yes e Genesis, con le armonie vocali dei primi (che i Queen sapranno portare ad un livello di fastidio veramente inedito, almeno per le qui presenti orecchie) e la teatralità dei secondi, tralasciando completamente tutte le altre piccole e grandi cose che li hanno resi tra i migliori non solo del prog. Ma il vero scandalo è il trattamento riservato al glam, che nelle intenzioni e nei risultati di David Bowie, dei T Rex e se vogliamo anche dei Roxy Music è sì teatrale, ma strumentalmente molto semplice e disadorno, senza l'ampollosità del prog e dell'hard rock allora imperanti (ora capite come mai il giovane Robert Smith era preso per il culo dai suoi compagni di scuola perché ascoltava Bowie, poi riscoperto da centinaia di migliaia di giovani musicisti, su tutti Ian Curtis?). Questi hanno frainteso il glam come peggio non potevano: qua di disadorno non c'è davvero un cazzo. O per meglio dire, è musica semplice che sembra complessa, il contrario dei Beatles o degli Who: ci sono tutti gli ingredienti per un pacchiano e rutilante pasticcio dal retrogusto decisamente posticcio e artificioso.
Poi verranno gli inni da stadio del 1977-80 (non serve nemmeno che li nomini), ovvero quando il rocker sbraca. E salta lo squalo.
A seguire le contaminazioni di synth pop del periodo 1980-84 (ma io non ho ancora capito perché in quel periodo erano tutti convinti di essere i Depeche Mode) e il "ritorno al rock" degli ultimi dischi (l'espressione "ritorno alle origini" inserita nella discografia di un gruppo deve sempre farvi subodorare il marcio: vuol dire che han finito le idee loro e quelle degli altri, e iniziano a riciclare le vecchie oramai che sono bell’e bolliti, SVEGLIA!).
Il succo succoso è: per quanto io non regga nemmeno i primi dischi, devo ammettere che non sono malvagi e un paio di idee carine ci sono. Ma la roba dal 1977 in poi è un'esorbitante sequela di vaccate che la gente considera geniali e innovative. Sul perché tornerò più tardi.
Passiamo adesso ad analizzare (nel caso di Mercury, battuta non voluta) i singoli componenti del gruppo, cosa semplice visto che la formazione è stata sempre quella.
Freddie Mercury: ciccio, ho capito che hai un'estensione sopra la media, ho capito che sei bravo, ho capito che ti piace registrarti mentre qualcun'altro (Rob Halford?) te lo sbatte nel culo di modo da far vedere a tutti che così guadagni un'ottava extra, però ogni tanto cercare di fare qualcosa di un po' più terra terra non guasta mica. Ecco spiegato perché, come cantante, preferisco 1000 volte Joe Strummer, per dirne uno. Che, diciamocelo, non sapeva cantare. Il fatto è che la voce sgraziata, ruvida e monocorde di Strummer non la cambieresti con nessun altra proprio perché è funzionale al pezzo. Nel caso dei Queen, invece, sembra spesso che i pezzi siano delle scuse per mettere in mostra i virtuosismi vocali di Mercury: io questo non me lo spiego altrimenti. E se proprio vogliamo andare a cercare qualcuno che canta bene per fare un paragone, beh, le armonie vocali dei CSNY erano ben altra cosa, possedevano quella cosa chiamata misura.
Brian May: adesso qualcuno venga da me e mi dica cos'ha detto di nuovo che non avesse già detto Jimmy Page. Fatevi avanti, sono davvero curioso di saperlo.
John Deacon: bassista senza infamia e senza lode. Non ha mai detto niente né a me né a chiunque altro.
Roger Taylor: ma io ero convinto che fosse Joey Jordison il batterista più sopravvalutato di sempre. Tutti lo osannano, ma perché? Tecnicamente non è davvero nulla di che, ma non è necessariamente questo a renderti un grande batterista. Prendete la povera Maureen Tucker, tutti la prendono ad esempio come peggiore batterista della storia, ma vi immaginate i primi 3 dei Velvet Underground senza di lei? Avessero chiesto a Ian Paice o Bill Ward di sostituire Taylor in un disco senza dire niente a nessuno, nessuno se ne sarebbe accorto. Insomma, vale lo stesso che ho detto per Deacon: anonimo.
Bene, abbiamo finito il discorso puramente musicale. Direi quindi che possiamo passare all'hype spaventoso che, almeno in Italia, circonda i Queen.
In molti fanno risalire le cause allo scalpore mediatico suscitato dalla morte di AIDS del cantante nel 1991. Il che è tutto sommato normale. Solo che, mentre normalmente la gente va avanti, qui in Italia poco ci manca che fondino il culto di Freddie Mercury. Va anche tenuto conto che, mediamente, quando un italiano dichiara di essere appassionato di musica, generalmente i gruppi formatisi dal 1976 in poi estranei al metal più classico proprio non li caga, per cui si ritrova a idolatrare sempre la stessa gente, concedendosi come massimo di novità l’ultima uscita di qualcuno giunto perlomeno al 35-40mo anno di attività. E vogliamo parlare del fatto che coloro che erano vivi e consapevoli all’epoca della morte di Mercury tramandano il mito alle nuove generazioni, come se si trattasse di un vero e proprio culto religioso?
E qua dovrei parlare dei fan dei Queen, che spesso raggiungono gli stessi livelli di ottuso fanatismo talebano di quelli del Vasco nazionale. È spesso gente senza una grandissima cultura musicale, e che al più va dietro agli stessi 10-15 gruppi ipercelebrati che ormai conoscono pure i sassi. Tuttavia, dall’alto della loro conoscenza di questi artisti, questi sono davvero convinti di aver capito tutto della musica: se non ti piacciono i Queen non capisci niente di musica, oppure sei un hipster scaruffoide che ascolta solo rumore e astruserie. Touché.
Lascio come postilla un’importante specificazione: questo post non ha intenti offensivi. È bensì una provocazione: se ti senti offeso da quanto ho detto finora, prova a chiederti se non ti stai prendendo troppo sul serio, e se non sia il caso di provare ad ampliare i tuoi orizzonti, non solo musicali. Potrebbe cambiarti la vita in meglio, dico sul serio. Io non penso che ci siano persone stupide o intelligenti, penso che ci siano solo persone che si soffermano sulle cose e persone che non lo fanno: soffermati due secondi di più sulle opinioni altrui, raccogli la provocazione e ripensati. Non è davvero niente di speciale, ma può anche farti passare per una persona intelligente, istruita e dalla mente aperta.
Scusate se vi ho tediati con la mia logorrea, e grazie per l’attenzione
Va bene, va bene, è una provocazione, l'hai fatto intendere abbastanza bene. Questo però non giustifica parecchie cose senza senso dette in questo intervento. Vediamo di fare un po' il punto della questione...
RispondiEliminaI Queen sono fra i miei due gruppi preferiti, possiedo tutta quanta la loro discografia a casa e ho analizzato ogni singolo album canzone per canzone, e bene o male adoro il buon 70% dei loro lavori. Ora, secondo i tuoi canoni, dovrei essere 1 k parla ks k nn sa argmentr 1 kazo. E ovviamente che la musica che ascolto è paragonabile alla musica di High School Musical. Però lascia che ti dica "Phideaux" oppure "Par Lindh Project", "Infected Mushroom", "Minstrel" e tutto quanto si sfasa.
Dunque, accusi i Queen di essere un gruppo che semplicemente amalgamava (male) le idee stilistiche e musicali del tempo, con un risultato di dubbia qualità. Mi è soprattutto piaciuta questa parte qui:
"O per meglio dire, è musica semplice che sembra complessa, il contrario dei Beatles o degli Who"
Non dico niente e al contrario riconosco la complessità dei Beatles e degli Who, ma grazie a questa frase capisco che di musica tu capisca ben poco. Magari ne ascolti tanta, ma probabilmente non hai mai provato a suonare una chitarra, o un pianoforte oppure a cantare. Partiamo dalla mente più progressive dei Queen, dal caro signor Brian May.
"adesso qualcuno venga da me e mi dica cos'ha detto di nuovo che non avesse già detto Jimmy Page. Fatevi avanti, sono davvero curioso di saperlo."
Chiariamo un paio di cose: Jimmy Page ha preso una chitarra, ha cominciato a suonarci come un pazzo, ha fatto dei power chords fighi, ha preso la pentatonica, faceva i giretti andando a finire nella blues e così ha creato del sano Hard Rock. Niente da dire.
Brian May si è costruito la chitarra a casa, ha passato svariati anni a cercare un plettro (e delle corde) che riuscissero a riprodurre il tipo di suono che aveva nella sua testa, grazie alle abilità ingegneristiche di John Deacon ha messo questo suono assieme ad un amplificatore fatto apposta per lui e in questo modo si è affermato uno dei chitarristi più caratteristici della storia della musica moderna. Gli bastano 3 effetti per fare tutto ciò che gli serve: Distorsion, Wah-Wah e Delay, tutto il resto lo fa la Red Special da sola. E' stato uno dei massimi sperimentatori del guitar orchestration, e, fra l'altro, è stato uno dei primi, assieme a Steve Harris, a introdurre la tecnica del tapping (Steve Harris è in assoluto il maggior sperimentatore della chitarra dagli anni '50 a oggi). Per capire cosa significa Brian May, ascolta l'inizio di My Fairy King, chiediti se quello lì è un violino, oppure quella grandiosità di Brighton Rock: distorsion, delay, palm mute, Red Special. E se non capisci nulla di quell'assolo, faresti meglio a non aprir più bocca riguardo alle abilità tecniche di Brian May. Per il resto, de gustibus non est disputandum. [Fine I Parte]
Ora passiamo al signor Freddie Mercury. Tralasciando le provocazioni riguardo ai suoi gusti sessuali e alla sua morte (mi sembrava stessimo parlando di musica...), ti posso dire che ho conosciuto più di una persona alla quale la sua voce dava fastidio. Ma questi, come sempre, sono gusti, e non possono in alcun modo interferire con le abilità tecniche di un artista.
RispondiEliminaSai, il 90% delle persone pensano che Freddie sia così osannato perchè andava tanto in alto con la sua voce, quando ci sono parecchi cantanti che lo superano in altezza. Ciò che Freddie aveva e che non hanno parecchi altri è la sua potenza vocale, la sua versatilità, e, ma questo è attribuibile ai Queen in sè, i cori in multitraccia e non. Ahh, vero, viene anche osannato per le sue UMILI abilità compositive. Purtroppo, non essendo un cantante, non avendo mai avuto lezioni di canto, non mi permetto di dare miei giudizi su Freddie, l'unica cosa che faccio è citare. Quindi perchè non citare la più affermata delle persone con le quali Freddie ha lavorato, Montserrat Caballé:
"His technique was astonishing. No problem of tempo, he sung with an incisive sense of rhythm, his vocal placement was very good and he was able to glide effortlessly from a register to another. He also had a great musicality. His phrasing was subtle, delicate and sweet or energetic and slamming. He was able to find the right colouring or expressive nuance for each word."
Sulle abilità compositive invece mi permetto di dare dei giudizi, in quanto so benissimo cosa significa trasformare le proprie emozioni in note musicali.
Bohemian Rhapsody. "Abominio rapsodico" per te, forse. Quasi sei minuti di canzone, una canzone Prog Rock con parecchi elementi classici e innovativi, in particolare la parte di operetta. In 6 minuti i Queen hanno messo tutto, veramente, TUTTO. Gli archi, il piano, la chitarra distorta, i falsetti, gli alti, i bassi, la storia, il colore per citare il soprano spagnolo. Una singola canzone dei Queen è superiore sotto moltissimi aspetti a quelle dei gruppi da te citati, per quanto io ADORI i Genesis e i VDGG. Gli unici che riescono a tener testa a Bohemian Rhapsody sono i Jethro Tull con Thick As A Brick (da te ovviamente non citati), in quanto è l'unica nell'ambiente del Prog Rock che dà qualcosa di nuovo al Prog Rock, come Bohemian Rhapsody. Ma qui stiamo parlando di Freddie Mercury, non di Ian Anderson.
Se vuoi avere altri esempi di grandezza compositiva di quel frocione di Freddie, ascolta un po' più attentamente Great King Rat, The March Of The Black Queen, My Fairy King, The Millionaire Waltz. E di nuovo, se non noti niente, come per il caso di Brian May, faresti meglio a smettere di sputare sentenze su cose che non capisci. [Fine II Parte]
Arriviamo a Roger Taylor. Le volte in cui mi sono seduto davanti a una batteria con le bacchette in mano si contano sulle punte delle dita, quindi non posso dire se è stato o meno un grande batterista. Ma pure lui, come i Queen in generale, è stato un grandissimo compositore. Pochissimi sanno, infatti, che "Innuendo" è sua. Innuendo, considerata da molti la Bohemian Rhapsody degli anni '90, e non senza giustificazione. Pure lei dura sui sei minuti, pure lei è totalmente Prog Rock, non ha l'operetta ma in compenso ha il flamenco... Ha tutte le caratteristiche per essere considerata la Bohemian Rhapsody degli anni ’90, e questa volta grazie a Roger Taylor. Per non parlare del fatto che ai primordi dei Queen, Roger Taylor arrivava più in alto di Freddie Mercury.
RispondiEliminaInfine, il buon John Deacon, l’unico dei tre che non sapeva cantare, il tipico bassista taciturno e che faceva il suo, tra cui anche fabbricare amplificatori per sè e per Brian May. Non c’è molto altri da dire riguardo a lui.
Per finire, vorrei chiarire l’immagine generale sui Queen. Il gruppo ha avuto una fase Prog, Prog-Related che va dal 1971 fino al 1976, come hai giustamente detto tu, fino a A Day At The Races. Dopodichè, fino a Jazz compreso, c’è stata una fase meno facilmente identificabile, una fase di transizione che ha portato a Hot Spaces, e da quel momento fino a It’s A Kind Of Magic i Queen hanno avuto il loro periodo anni ’80. Con Miracle ci sono stati dei Neo-Prog revival (Was It All Worth It, Miracle), e infine con Innuendo e soprattutto con la title track, un vero e proprio ritorno ai momento di gloria di Queen II e A Night At The Opera. E’ evidente che, parlando dal punto di vista tecnico, i momenti d’oro dei Queen sono attorno all’inizio e alla fine. Ora mi chiedo perchè condannare i Queen e osannare i Genesis, senza neanche considerare il cratere formatosi dall’uscita di Peter Gabriel dal gruppo, dando le redini a Phil Collins, grandissimo bassista, distruttore del prog rock dei Genesis. Oppure i Zeppelin, quattro album e poi il vuoto totale. Qui manca una facoltà che comenemente viene chiamata “coerenza”, e che è molto facilmente smarribile quando si parla di qualcosa che si detesta, come nel tuo caso i Queen.
Dimenticavo, fatti un giro qui: www.progarchives.com In particolare, vai nella voce Queen. Noterai che non sono considerati Progressive, ma Prog-Related, e in effetti è vero, loro facevano Art Rock. Quel sito è in assoluto il più attendibile portale per gli amanti del Progressive, il più vasto e quello avente il maggior numero di recensioni, di valutazioni di veramente INFINITI artisti contenuti nel loro archivio. Osserva in particolare come vengono considerati Queen II e A Night At The Opera.
Tutto l’intervento che hai scritto poteva essere riassunto con “Odio i Queen perchè di sì”, credimi: avresti fatto più bella figura. [FINE]
Siccome sono pigrissimo potrei liquidarti con un "tl;dr", ma siccome io stesso ho scritto un post lungherrimo non sarebbe onesto da parte mia. Quindi rispondo.
RispondiEliminaAnzitutto: non ho detto che chi ascolta i Queen è immancabilmente un decerebrato. Il significato più o meno è: spesso i loro fan (specie i più accaniti), diciamo nel 90% dei casi, già se gli nomini i Velvet Underground vanno in panico perché non li hanno mai sentiti nominare. E parlo dei Velvet Underground, mica post-hardcore finlandese. Ho anche detto che non sono capaci di accettare critiche sul loro gruppo preferito: almeno qui ho colpito nel segno.
Riguardo ai gruppi che mi citi: te li ha consigliati il tuo maestro di chitarra o sei andato a cercarteli col lumicino? Già il fatto che per te la musica dai '90 in poi si fermi al prog mi fa capire che sei un riccardone DOC. Mai sentito parlare di cose tipo, non so, post-rock, IDM, drum 'n' bass, grunge, lo-fi, dubstep, indie folk, math rock, plunderphonics, black/death/doom/funk/stoner metal, etc? Non fraintendermi, il prog rock anni 70 mi piace non poco, però non è che la musica si sia evoluta da lì e poi basta, il resto è merda.
Riguardo alla tua domanda: ho suonato il basso per un po', pur essendo assolutamente negato, ma posso comunque dirti che, per esempio, la musica dei Dream Theater non è così complessa come sembra. Potremmo parlare di musica ben più complessa riferendoci a Yes e King Crimson, ma su questo torno fra poco.
Che tu vada a incaponirti con cotanta saccenza sul lato tecnico per difendere Brian May me lo conferma: RICCARDONE. Provo a riformulare il concetto: virtuosismi ≠ musica complessa. Esempi? La musica dei Dream Theater non è complessa, sono virtuosismi appiccicati assieme con lo sputo. La musica dei Sonic Youth, per esempio, è invece dannatamente complessa pur essendo completamente priva di virtuosismi: prova a dare un occhio alle accordature che usano per le chitarre, non è che le facciano decidendo coi dadi dopo una dose di acido, e anche i momenti più apparentemente "casuali" sono sempre studiati in funzione del pezzo.
Nel caso dei Queen, la loro musica è strapiena di virtuosismi vocali e chitarristici, ma compositivamente, pochi pezzi a parte, non sono chissà che cosa; al contrario, la musica degli Who o dei Beatles, pur priva di virtuosismi, presenta arrangiamenti e soluzioni compositive decisamente all'avanguardia, tant'è che se un gruppo indie rock di adesso proponesse una cover di Baba O' Reilly non ne snaturerebbe l'impatto. Composizione, non esecuzione. RICCARDONE. [1]
Si è voluto citare lo studio del sound nel confronto Page-May? Perfetto. Ci si è però dimenticati di una cosa, un piccolo dettaglio pressoché fondamentale. Ovvero, che così come May si fece costruire appositamente la sua strumentazione, non di meno fece Page. Soltanto che Page arrivò addirittura a contattare Roger Mayer, ingegnere elettronico che lavorava anche nel reparto acustico, famoso per la costruzione di Octavia, il primo pedale a rielaborare il segnale in ingresso missandogli sopra un secondo segnale con una frequenza doppia, e per aver costruito il fuzz che Hendrix rese famoso quando ancora i pedali per chitarra erano cosa per pochi sperimentatori. Ecco, Page incontrò Mayer nel 1966, che accettò di collaborare in studio con Page e Beck quando ancora erano negli Yardbirds, e ne fruttò la costruzione di un fuzz appositamente progettato per il chitarrista dei futuri Zeppelin. In quegli stessi anni, May non aveva ancora neanche iniziato a suonare con gli Smile. Giusto per completezza d'informazione. E poi fottesega che si sia fatto da solo la chitarra, sennò ogni liutaio è un John McLaughlin.
RispondiEliminaI Queen migliori di tutto il prog tranne Thick As A Brick (che non ho inserito nel filone prog perché intenzionale parodia del genere)? Porchiddio, argomenta.
Poi, fottesega che Mercury fosse gay o che ne so, le battute sulla sua omosessualità le han fatte tutti, così come per Rob Halford (Unleashed In The East è il mio disco di metal classico preferito, sai?). E se devo citarti un musicista ricchione di cui ho enorme rispetto, toh, Jónsi Birgisson dei Sigur Rós. Comunque: la versatilità di Mercury è surclassata in maniera paurosa dal già citato Mike Patton, senza che però questi sia idolatrato dalle masse come il Dio della Voce in Terra. Patton ha fatto di tutto, dalla musica lirica al rapcore, dal rock melodico al peggior growl. E nel frattempo si copriva 6 ottave e passa di range vocale. [2]
Poi vabbè, se mi citi le composizioni di Taylor e Deacon o i loro meriti extramusicali, stai cambiando le carte in tavola portandomi in discussioni da hipster nelle quali non ho nessuna voglia di impelagarmi. Io giudico quanto sento, e ti dico che musicisti molto meno ortodossi e dotati tecnicamente mi dicono molto di più: esempi, la succitata Maureen Tucker per la batteria e Peter Hook dei Joy Division o Simon Gallup dei Cure per il basso.
RispondiEliminaInfine: non me ne frega una beneamata cippalippa di niente di quanto i Queen fossero prog o meno e in che fasi della carriera. PROG ≠ BELLA MUSICA A PRESCINDERE. Come ogni genere musicale, ha i suoi alti e i suoi bassi, e soprattutto se ti fermi lì non sai quanta ottima musica ti perdi. Comunque: è fisiologico che ad un certo punto della carriera l'artista "salti lo squalo": i Pink Floyd con The Wall, i Genesis con la fuoriuscita di Gabriel, i Led Zeppelin con Presence, i Deep Purple con Stormbringer, i Jethro Tull con Stormwatch, gli Who con Who By Numbers, i Radiohead con l'ultimo disco, e potrei andare avanti all'infinito. Se non "salti lo squalo", o hai smesso prima che succedesse (Beatles, Cream, Joy Division, Captain Beefheart) o ti chiami Tom Waits, poco da fare. Riguardo alle band attive negli anni 70, il più delle volte sono state spiazzate dall'avvento del punk e non si sono più riprese del tutto. E guarda che non si salva praticamente nessuno, eh.
Infine-bis: prog archives lo conosco bene. E ci ho passato molto tempo finché non ho deciso di avere una cultura musicale più ampia e sono passato a Rate Your Music. Detto questo, odio i Queen non perché siano malvagi di per sé, ma perché sono davvero, davvero sopravvalutati.
Detto questo, passo e chiudo... e ascoltati i Velvet Underground. [FIN]